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Ale Donati (GDT Bellinzona): «Tutti i giovani sognano la serie A, ma ci vuole tanto sacrificio»


Intervista ad Ale Donati di Lumino, classe 2002, portiere dei Novizi A del GDT Belinzona (hockey su ghiaccio), di professione apprendista selvicoltore.

Quando e come ti sei avvicinato al mondo dell’ hockey su ghiaccio?

Mi sono avvicinato a questo mondo all’età di tre anni, grazie a mio papà. Lui giocava già per una squadra di Terza lega (il Cramosina) e mi ha portato a pattinare le prime volte. È una passione che ci siamo in un certo senso tramondati. In seguito mio padre mi ha iscritto nel settore giovanile dell’HCAP in cui ho partecipato a varie categorie (Bambino, Piccolo, Moskito e Mini) dopodiché sono andato nei Mini del GDT Bellinzona per alcune stagioni, ora sono nei Novizi A (sempre dei GDT).

Credo di aver fatto una bella stagione; sono arrivato primo in classifica tra tutti i portieri del campionato e adesso il progetto è quello di andare in Svizzera interna se riesco a trovare una soluzione che mi permetta di conciliare il lavoro con l’ hockey, sarebbe qualcosa d molto bello per me e per la mia carriera futura.

Quanto tempo dedichi agli allenamenti e credi che in generale si possa conciliare la scuola e/o il lavoro con questa passione?

Adesso è finita la stagione e riprenderemo in maggio con gli allenamenti a secco, abbiamo quindi circa un mese di pausa. Durante la stagione abbiamo tre allenamenti alla settimana mentre il sabato e la domenica disputiamo le partite e il lunedì i portieri hanno inoltre un allenamento specifico. Scuola e lavoro si possono conciliare ma bisogna “correre tanto”, per fortuna che c’è il supporto dei genitori, grazie a loro riesco a portare avanti questa passione, se non ci fossero sarebbe davvero dura.

È cara l’attrezzatura? Ci sono anche famiglie in crisi, che arrancano e per il calcio basta un pallone… Quanto spendi per questa passione?

L’attrezzatura è molto cara, specialmente per i portieri mentre per i giocatori la spesa è leggermente minore (i bastoni sono più economici). Se fai il paragone con il calcio è una cosa completamente diversa! Già solo per i gambali, che cambio ogni due o tre anni, si devono spendere circa 1000.- franchi poi c’è la corazza e tutto il resto… Serve un bel budget. Mi aiutano i miei genitori ma anche io ho il mio lavoro e ci metto anche del mio, alla fine trattasi della mia passione e meglio spendere così che in cose più futili.

Sei tifoso dell’Ambrì o del Lugano, cosa ne pensi della LNA? Ti piacerebbe giocarci?

Tifo Ambrì e simpatizzo per il Davos. Certo che ho il sogno della serie A! Tutti i ragazzi che giocano a livello giovanile ce l’hanno e prendiamo come esempio i ticinesi che ce l’hanno già fatta, questo è per noi un grande stimolo. È però molto difficile e serve tanto sacrificio.

Hai detto che ti piacerebbe andare in Svizzera interna? Come è nato questo progetto? Hai già avuto dei contatti? Come è nata questa opportunità?

Il progetto è partito da me, dal mio papà e dal mio allenatore. La stagione è stata per me stupenda visto che sono arrivato primo tra tutti i portieri della mia categoria. Chiamando un paio di squadre c’è stato l’interesse da parte del HC Prättigau-Herrschaft (Canton Grigioni), spero che si possa realizzare tutto perché devo anche concludere il mio apprendistato di selvicoltore non è quindi ancora sicuro il tutto.

Dove ti vedi da qui a cinque anni?

Iniziamo col dire che il sogno è la serie A ma mi piacerebbe disputare almeno la B ma se non dovesse andare così, l’hockey resterebbe comunque la mia passione, sarà sempre nella mia vita e pur di giocare mi andrebbe bene una qualsiasi squadra, basta scendere in pista!

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AlessandroBerta